Il mondo del lavoro sta cambiando a un ritmo sempre più veloce, accelerato dai cambiamenti portati dalla pandemia da Covid-19 e da una crescente spinta tecnologica. In questi anni alcuni settori hanno vissuto dei veri e propri stravolgimenti e, allo stesso tempo, molti professionisti hanno scelto di intraprendere nuove carriere.

In questo scenario, carico di novità ma anche di preoccupazioni, la nostra Fondazione e il Circolo Acli di Cernusco sul Naviglio hanno promosso e organizzato la seconda edizione del percorso formativo “Fatti trovare pronto dal lavoro!”. Al progetto hanno aderito 12 giovani, che da oggi incontrano gli esperti che li aiuteranno a prepararsi al meglio per inserirsi nel mondo del lavoro (ulteriori informazioni nell’articolo pubblicato lo scorso 28 febbraio).

La pandemia sta lasciando strascichi enormi nel mercato del lavoro. È aumentata la quota di chi ha difficoltà a inserirsi, troppi contratti “pirata”, condizioni e salari indecenti. In sostanza è saltato il patto generazionale. «Anche se il Paese è in condizioni migliori rispetto al dicembre 2020, resta tuttavia molta strada da fare per recuperare i posti di lavoro perduti, soprattutto da donne e giovani, ma sono certo che i comparti della green e white economy spalancheranno le porte a nuove professionalità, incentivando l’occupazione e rivitalizzando l’economia»: è quanto ha dichiarato il presidente del Cnel, Tiziano Treu, alla presentazione del XXIII Rapporto sul mercato del lavoro e la contrattazione collettiva 2021.

progetto giovani lavoro

In circa un anno sono stati recuperati 500mila posti, la metà del milione che si era perso. Mentre per i prossimi mesi, le professionalità necessarie per la transizione ecologica, le professioni sociali e sanitarie, i servizi alla persona e di educazione cresceranno e il Pnrr-Piano di ripresa e resilienza genererà occasioni di acquisizione di nuove competenze anche in agricoltura e nel digitale.

Le forme di lavoro precario, come il part-time involontario e i contratti a termine,  sono purtroppo diffuse ed elevate. I suoi caratteri negativi non sono solo nella quantità di lavori temporanei, ma nella loro spesso brevissima durata che impedisce ogni prospettiva di sviluppo e per altro verso nelle ridotte possibilità di trasformarli in contratti a tempo indeterminato o nei tempi lunghi della possibile trasformazione. Questo è un segno drammatico della incertezza delle prospettive che pesa anche sulle imprese disponibili ad assumere. Per contrastare queste forme di precarietà – evidenziano gli esperti – possono essere solo parzialmente utili i vari tipi di incentivi alla stabilizzazione, anche più durevoli e mirati di molti disposti in passato.

La pandemia ha offerto a molti l’occasione di poter ripensare ai propri desideri e alle proprie capacità, ha modificato non solo priorità e preferenze dei lavoratori ma ha fondamentalmente cambiato la percezione di cosa debba intendersi per “buon lavoro”. Quasi la metà (48%) di chi ha risposto ad una recente indagine ha dichiarato che prenderebbe in considerazione l’idea di cambiare la sua posizione lavorativa attuale per una con un salario maggiore ma, di poco sotto, il 38% dei lavoratori italiani intervistati ha dichiarato che lo farebbe per un migliore equilibrio tra la vita personale e quella lavorativa.

In questo contesto di profonda trasformazione, la nostra Fondazione vuole dare il proprio contributo ai giovani della Martesana, con il progetto “Fatti trovare pronto dal lavoro!”, per aiutarli ad inserirsi nel mondo produttivo.