Il progetto di una Bottega della Solidarietà anche a Cernusco sul Naviglio, a cui avevamo accennato ad agosto scorso, sta proseguendo e potrebbe trovare concreta attuazione a breve. Promotrice dell’iniziativa è la Comunità pastorale cittadina, che ha affidato alla Caritas e all’Associazione Farsi Prossimo Cernusco il compito di realizzarla. «La Bottega della Solidarietà – si legge su Voce Amica di aprile 2021 – vuole essere per la nostra Co­munità Pastorale un segno che dimostri l’attenzione delle parrocchie alle persone più bisognose e aiuti costantemente a riflettere sui temi del diritto al cibo e dello spreco alimentare. La crisi economica e il parallelo arretramento del sistema di protezione sociale hanno portato nuove famiglie a chiedere aiuto alle parrocchie sotto forma di generi alimentari.»

«Prima della pandemia, attraverso l’asso­ciazione San Vincenzo – prosegue l’articolo di Voce Amica – venivano assistite mediamente 40 famiglie, alle quali veniva consegnato un “pacco alimenta­re”. Durante la pandemia, da marzo a giugno 2020, sono state assistite circa 130 famiglie e attualmente sono circa 80. Questa “sfida culturale” ci sembra il terreno su cui tutti siamo chiamati a confrontarci, al di là delle soluzioni or­ganizzative e innovative che potranno essere individuate e sperimentate.»

«La Bottega della Solidarietà – spiega il mensile della Comunità pastorale – intende quindi dare una rispo­sta al bisogno alimentare delle famiglie cercando di co­niugare i seguenti obiettivi educativi, ambientali e sociali: rispondere ai bisogni di sussistenza di persone e fami­glie in difficoltà; superare il tradizionale sistema del “pacco viveri”, pro­muovendo autonomia; favorire l’autodeterminazione e la responsabilità nelle scelte mantenendo il rispetto della dignità della persona; recuperare le eccedenze alimentari; sollecitare la comunità civile a farsi carico del problema della sussistenza delle persone fragili; stimolare le comunità parrocchiali a condividere i propri beni con chi è in difficoltà; promuovere la crescita degli operatori coinvolti, che vengono sollecitati ad agire secondo una logica progettuale.»

Sul modello dell’Emporio della Solidarietà,  ne sono attivi una decina nella nostra diocesi e sono gestiti dalla Caritas Ambrosiana, nasce la Bottega della Solidarietà, che «è un vero e proprio supermerca­to – evidenzia Voce Amica – dove persone o famiglie in difficoltà possono scegliere i prodotti di cui hanno bisogno. Gli utenti accedono tramite una tessera rilasciata su indicazione di un servizio inviante (Centro di ascolto Caritas) che accompagna la famiglia e che valuta l’opportunità di questo aiuto per un periodo di tempo limitato. La tessera consente di “pagare” la spesa in punti. I punti vengono assegnati in base alla composizione del nu­cleo famigliare. All’interno della Bottega le persone vengono aiutate a fare la spesa in modo responsabile. In quest’ottica, destinatarie privilegiate del progetto, sono quelle situazioni in cui sia possibile individuare un obiettivo realistico com­patibile con la temporaneità.»

Nel corso di queste mese dovrebbero iniziare i lavori di ristrutturazione del negozio di Via Corridoni (Quartiere Tre Torri), di proprietà della Parrocchia San Giuseppe Lavoratore, messo a disposizione per ospitare la Bottega. Nel frattempo la Caritas è alla ricerca di nuovi volontari per garantirne l’apertura settimanale nelle gior­nate di giovedì e venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.30 e sabato dalle 9.00 alle 12.30.

La nostra Fondazione, come abbiamo scritto sin dall’agosto scorso, sta continuando a seguire con attenzione il cammino intrapreso per l’apertura della Bottega della Solidarietà, riconfermando la propria disponibilità a sostenerla. La possibilità di scelta, l’autonomia e il coinvolgimento non sono dettagli secondari di questo progetto, ma segnano la differenza tra l’assistenza e la promozione umana. Rispettare la dignità delle persone che chiedono aiuto, perché si trovano in difficoltà, è la premessa affinché non si perdano d’animo e trovino la forza per ripartire.