La nostra Fondazione in questi mesi sta incontrando diverse realtà del territorio che operano a favore delle persone disabili e delle loro famiglie. Un’esperienza che è fonte di molte sorprese, per la ricchezza di valori che si incontra e di una conoscenza che è preludio, così ci auguriamo, all’elaborazione, in rete, di un progetto rivolto all’accoglienza dei disabili. In questo percorso ci è di riferimento anche un recente intervento di Papa Francesco.

 

 La cura della disabilità è uno scambio di doni

“Se la disabilità o la malattia rendono la vita più difficile, questa non è meno degna di essere vissuta, e vissuta fino in fondo”, il monito del Santo Padre: “Del resto, chi di noi non ha dei limiti, e non va incontro, prima o poi, a delle limitazioni anche gravi?”. “È importante guardare al disabile come a uno di noi, che deve stare al centro della nostra cura e della nostra premura, e anche al centro dell’attenzione di tutti e della politica”, è l’indicazione di rotta del Papa: “È un obiettivo di civiltà. Adottando questo principio, ci si accorge che la persona con disabilità non solo riceve, ma dà. Prendersene cura non è un gesto a senso unico, ma uno scambio di doni”. “Noi cristiani troviamo nel Vangelo dell’amore – penso alla parabola del buon Samaritano –, un motivo in più per tutto questo”, ha puntualizzato il Vescovo di Roma: “Ma il principio vale per tutti, inscritto com’è nella coscienza, che ci fa sentire la nostra condizione di unità tra tutti gli esseri umani”.

Two young disabled kids laughing outdoors.

“Non si possono lasciare sole tante famiglie costrette a lottare per sostenere dei ragazzi in difficoltà, con la grande preoccupazione del futuro che li attende quando non potranno più seguirli”. È l’appello lanciato dal Papa, lo scorso 13 dicembre: “Siamo davvero legati da un vincolo di fraternità, come ho ribadito nell’enciclica Fratelli tutti”, ha aggiunto Francesco. ”Occorre che di questo principio si prenda piena coscienza e se ne sviluppino le conseguenze, anche quando si tratta di distribuire la ricchezza comune, perché non capiti che proprio chi ha più bisogno di soccorso ne resti privo. Penso a tante strutture che svolgono questo servizio e talvolta fanno fatica a sopravvivere o a rendere al meglio le loro prestazioni. Certamente non si può pretendere tutto dagli organi pubblici. È necessaria la solidarietà di tante persone (…). Ma lo Stato e la pubblica amministrazione devono fare la loro parte”.

“L’amore che sa leggere negli occhi o nei gesti, anticipa i desideri, non si arrende di fronte alle fatiche, trova ogni giorno la forza di ricominciare, e gioisce di ogni pur minimo progresso della persona assistita”. “La vita è sempre bella, anche con poche risorse”, ha assicurato il Pontefice: “Talvolta sa sorprendere” e un sorriso dei ragazzi disabili “ripaga di ogni fatica.”

Papa Francesco e i Disabili

Occorre una via per uscire dalla solitudine e dall’isolamento

C’è una domanda forte di condivisione per uscire dall’isolamento e dalla solitudine: è quanto abbiamo riscontrato incontrando le diverse realtà che accompagnano le persone disabili nel loro cammino quotidiano. Le nostre relazioni, invece, sono spesso di circostanza e di opportunità e non ci fanno trovare accanto, a chi ne ha bisogno, in un contesto di condivisione. Oggi capita sovente di essere pianificati sui luoghi comuni, mentre occorre essere creativi ed innovativi. Non possiamo accontentarci di galleggiare sui luoghi comuni.

Dobbiamo avere il coraggio di lasciarci interrogare e la forza di metterci in gioco – questo innanzitutto come Fondazione – perché provocati dalla fragilità dei nostri fratelli. Riusciremo così, ne siamo convinti, a riscoprire la bellezza, a comprendere che le persone con disabilità non sono dei fragili ma delle risorse. Cominciamo dalle relazioni calde, iniziando dai gesti più semplici e più autentici.