In questi giorni di freddo pungente assume una particolare importanza e suscita ammirazione l’iniziativa promossa da un gruppo di giovani cernuschesi: una sera alla settimana incontrano i senza fissa dimora che stazionano nei pressi di Piazza Duomo, a Milano.

«Con l’arrivo di un nuovo anno spesso capita di segnarsi buoni propositi e obiettivi da raggiungere. Per noi giovani – scrivono i Delegati della Pastorale Samaritana su Voce Amica di febbraio 2021 – un’idea è arrivata alla Messa vigiliare di Natale, quando don Andrea ha lanciato la proposta di “Pastorale Samarita­na” riguardante il mondo dei senza tetto a Milano. La voce si è subito sparsa e “in tempo zero” ci si è organizzati in turni che coprissero più serate di fine dicembre e del mese di gennaio. L’iniziativa è stata accolta da tanti giovani del­la nostra Comunità, non solo dell’oratorio e degli scout, ma anche esterni alle abituali attività, con la voglia e il desiderio di prestare assistenza ai più poveri».

La Pastorale Samaritana

L’esperienza è iniziata nella serata di Santo Stefano, quando un primo gruppetto ha portato «tè caldo e qualcosa da coprirsi alle persone incontrate tra i portici e gli angoli delle vie», successivamente «dopo un mese di servizio in cui più di settanta giovani si sono spesi a rotazione in questa mis­sione, ci siamo raccolti in assemblea (una partecipazione corale: circa ottanta giovani) per decidere il futuro della “Pastorale Samaritana”.»

Nel corso dell’assemblea dello scorso 24 gennaio i partecipanti si sono chiesti come poter «aiutare i nostri coetanei che, costretti a scappare dai loro Paesi natii, non hanno una casa? Come possiamo portare conforto a chi ci racconta di essere ani­mato di tanta buona volontà ma di non poter avere un lavoro? E come dunque essere intermediari nella società per questi emarginati, come essere ‘collante’ tra le ricche abitazioni milanesi e le strade fredde e desolanti?»

Ed ecco le riflessioni che ne sono scaturite: «Non abbiamo alte ambizioni, ma ci proponiamo di oltrepassare determinate barriere. Come la barriera dei pregiudizi che in genere ci legano alla trappola dei luoghi comuni. O la barriera dell’indif­ferenza, che ci fa spostare sul lato della strada in cui non vediamo persone sedute a terra. O la barriera della paura, che ci condiziona a ritenere che si tratti unica­mente di gente pericolosa.»

 

Un’esperienza che diventa un progetto

Il passo successivo è stato «una corale approvazione» per la continuazione dell’iniziativa che, a partire da questo mese, è così strutturata: «i giovani di Cernusco programmano di prestare servizio ogni sabato sera dell’anno nella zona di Piazza Duomo e dintorni. Alcuni di noi si sono offerti come delegati, cioè coloro che coordineranno l’attività e organizzeranno i turni. L’invito è aperto a tutti i giovani che sono interessati a un’esperienza capace di segnare il proprio cammino di crescita. In coordinamento con la Croce Rossa e con la guida del Don (Don Andrea Citterio, ndr) siamo sicuri di volerci impegnare in questo servizio, non tanto con la presunzione di cambiare la vita di qualcuno ma con la convinzione di fare qualco­sa di bello anche se a molti può sembrare banale: stare insieme. Stare insieme a tutti, e soprattutto agli ultimi, ispirati e guidati dal Vangelo: anche noi come il Buon Samaritano, Gesù!»

Il grande freddo quest’anno arriva nel cuore di una pandemia non risolta che ha aggravato la condizione di chi vive per strada accentuandone l’isolamento. Di fronte ai morti di queste settimane (due a Torno, negli ultimi sette giorni), non si può far finta di niente. Perché si può morire di freddo, ma anche di solitudine e di indifferenza. I giovani ci dicono e ci dimostrano che ognuno può fare qualcosa: fermarsi davanti a chi vive per strada, portare una coperta, capire come aiutarlo, rivolgersi a chi già aiuta.  Ai senza fissa dimora non devono quindi pensare solo le pubbliche istituzioni e il volontariato. La nostra Fondazione seguirà con grande attenzione questa iniziativa.