L’amministrazione comunale di Cernusco sul Naviglio ha reso noto, nelle scorse settimane, di voler costituire una rete diffusa sul territorio di appartamenti di sua proprietà e di proprietà Aler, collocati in diversi quartieri della città, per rispondere ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione.  

La giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Servizi Sociali Daniele Restelli e dell’assessore alle Pari opportunità Luciana Gomez, ha approvato l’atto di indirizzo che da mandato al Settore Servizi Sociali di dare seguito ad un innovativo progetto di housing sociale diffuso sul territorio. Per realizzarlo, sono già a disposizione 13 appartamenti, 12 di proprietà comunale (di cui 4 estrapolati dall’ Erp lo scorso marzo, 2 di recente acquisizione al patrimonio e 3 inseriti nel Condominio solidale, foto), e uno di proprietà di Aler, oltre a due spazi per progetti di comunità.

 

Al momento 7 dei 13 appartamenti sono liberi ed entro l’estate saranno assegnati in base ai progetti che toccheranno diversi settori di intervento: disabilità, giovani, padri separati, donne sole con bambini o che hanno subito violenze. 

 

Negli ultimi anni, e in quello appena concluso in particolare, abbiamo registrato una sempre maggiore richiesta di abitazioni temporanee da parte di diverse tipologie di cittadini – ha sottolineato il vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali Daniele Restelli -. Questo ha comportato la conseguente necessità di reperire ed aumentare l’offerta di posti di accoglienza, caratterizzati dalla contestuale presenza di un servizio di accompagnamento all’autonomia.

Nel tempo, grazie al lavoro portato avanti in collaborazione con la rete sovra distrettuale antiviolenza V.I.O.L.A – ha dichiarato l’assessore alle Pari Opportunità Luciana Gomezabbiamo individuato una serie di bisogni che emergono nel momento in cui le donne accolte in case rifugio a causa di violenze e maltrattamenti, finiscono il loro percorso. Quello che vogliamo quindi realizzare nell’ambito di questo progetto, è un ulteriore accompagnamento verso l’autonomia, la stima in sé stesse, il reinserimento in un contesto sociale che possa aiutarle a riprendere in mano la loro vita. Lo stesso vale per i padri separati che per un periodo temporaneo non solo hanno bisogno di un luogo dove stare, ma anche un supporto di altro tipo a seconda delle esigenze.” I Servizi Sociali stanno adesso pensando, per questi 13 appartamenti, agli arredi e allestimenti per renderli “luoghi accoglienti e che trasmettano quella sensazione di ‘casa’ che spesso in questi casi influiscono positivamente sulla parte psicologica di chi ha subito violenze o sta affrontando separazioni e abbandoni”. 

La nostra Fondazione ha dato la propria disponibilità a sostenere il progetto, riconoscendo l’importanza di questa sperimentazione sociale, che mette al centro la persona e la casa come luogo di relazioni e di opportunità. La disponibilità di una casa dignitosa è il punto di partenza fondamentale per aiutare le persone ad uscire da condizioni di esclusione sociale e per rendersi autonomi nel tempo.