Ci auguravamo di non dover più avere a che fare con la pandemia da Covid-19, dopo la dura e prolungata esperienza della scorsa primavera e invece, in queste settimane, il virus si sta diffondendo con effetti ben maggiori. Una situazione che sta mettendo in allarme anche le diverse realtà del Terzo Settore.

Durante la prima fase della pandemia, nel periodo di lockdown, la Caritas Cittadina di Cernusco ha fatto parte del COC, Centro Operativo Comunale, un’unità di crisi voluta dalla Prefettura, che riuniva Comune, Polizia Municipale, Carabinieri, Croce Bianca, Protezione Civile e Consulta delle Associazioni.

 

Gli interventi a favore dei più bisognosi

Due le attività principali messe in atto nella scorsa primavera: assistenza presso le abitazioni di chi non poteva uscire di casa (alimenti, medicine, etc.) e sostegno alle persone che hanno perso il lavoro, distribuendo alimenti e coprendo eventuali altre necessità. Sono state consegnate 1200 spese, con l’aiuto di quasi 200 giovani volontari, e sono stati raccolti circa 50.000 euro di contributi: 30.000 dal Comune, 15.000 dalla Caritas e donatori privati vari, oltre a generi alimentari donati dai Cernuschesi.

I ‘pacchi spesa’ sono passati da 35 a 135 nel periodo del primo lockdown. Oggi sono stabilizzati a 60 ogni settimana. La Caritas cittadina ha sopperito anche a quanto normalmente offerto dal gruppo di volontari della ‘San Vincenzo’, che per comprensibili ragioni avevano sospeso i loro interventi nei mesi più duri della pandemia. Con l’estate la situazione si è normalizzata.

 

La nostra disponibilità

La Caritas cittadina – da noi interpellata e come ci ha detto il suo coordinatore –  qualora se ne ripresentasse la necessità è nuovamente pronta ad impegnarsi a sostegno delle persone maggiormente in difficoltà a causa del diffondersi del virus. La nostra Fondazione ha segnalato la propria disponibilità a sostenere eventuali progetti di aiuto ai Cernuschesi in particolare situazioni di disagio.

La crisi legata all’emergenza sanitaria ha creato una “povertà insospettabile”, che ha interessato famiglie in cui sono venuti a mancare uno stipendio o anche due, facendo particolarmente riferimento alle persone che fanno parte della zona d’ombra dell’economia italiana, come i lavoratori irregolari o precari. La nostra Fondazione ritiene che, nelle attuali condizioni sociali ed economiche, oltre al necessario supporto economico per le persone in difficoltà, è importante attivare quel potenziale civico, presente in ogni comunità. E per questo darà il proprio contributo.