Il tema del lavoro è sempre al centro dell’attenzione dei giovani e delle loro famiglie. La nostra Fondazione, nel 2020, la lanciato la prima edizione del progetto “Fatti trovare dal lavoro”. Ora sta programmando, per la prossima primavera, la seconda edizione. I consulenti del Circolo Acli di Cernusco sul Naviglio, che collaborano in questo progetto, hanno elaborato un’indagine sul mercato del lavoro, che di seguito presentiamo in estrema sintesi, con l’invito anche a scriverci.

Sul finire del 2017 l’occupazione in Italia è tornata sui 23 milioni di unità: ci son voluti dieci anni per risalire la china e tornare sui livelli di prima della crisi innescata dal crac di Lehman Brothers nel 2008. A causa delle scelte di politica economica adottate in quel periodo si è presto creata una grave sperequazione generazionale: sul finire del 2017, nella classe di età 15-34 anni, si registra un calo di 1,8 milioni di lavoratori (-27% sul 2008) men­tre nella fascia di età over-55 l’occupazione è cresciuta di pari misura. Questa situazione permane tuttora. L’occupazione è cresciuta sino a 23,4 milioni a fine 201 9, interessando questa volta anche i giovani, ma dal marzo 2020 è dilagata la pandemia Covid-19. Le misure adot­tate per il suo contrasto, le tante chiusure di attività eco­nomiche non essenziali, hanno penalizzato settori come turismo, ristorazione, commercio, ovvero quelli a più elevata occupazione di giovani e donne che ancora una volta subiscono l’onere maggiore.

L’occupazione è ora su 22,3 milioni di lavoratori con un tasso di disoc­cupazione totale intorno all’11%, ma per i 15-24enni si riporta sul 32% e risale al 16% nei 25-34enni, mentre negli over-50 il numero di occupati nel 2020 è rimasto stabile nel tempo: la situazione per i nostri giovani è tra le peggiori in Europa.

La Lombardia e Milano, con il suo hinterland, sono coinvolte dalle stesse dinamiche, pur partendo da situazioni più solide in generale. Il tasso di disoccupazione in Lombardia è infatti pari al 55% di quel­lo nazionale, a Milano è pari al 62%, ma quello che pre­occupa è il tasso medio di disoccupazione giovanile che è intorno al 75% del livello nazionale e che per le giovani donne sale all’80%! Questi valori si ritrovano anche per i neet. Ciò significa che in Lombardia, e quindi pure in Martesana, esiste in modo diffuso un disagio giovanile nel lavoro, sia per le difficoltà di accesso che per la sta­bilità di rapporti: l’ultimo rapporto di città Metropolitana evidenzia che gli avvii al lavoro sono per il 70% circa a termine.

L’occupazione in Itala è formata per il 73% dagli addetti del settore terziario (Servizi di mercato e alla persona, P.A. inclusa), seguita dall’industria con il 17% del totale; il resto è nelle costruzioni (6%) e nell’agricoltura (4%). Nella nostra realtà metropolitana si trova un analogo profilo.

Siamo nel periodo di grande trasformazione digitale che attraversa tutti i settori di attività, a partire dal mondo dei servizi. Da otto anni si parla di Industria. 4.0, una chiave per tenere competitiva nel futuro la nostra industria manifatturiera nel mondo, ma è sempre più diffici­le trovare persone con adeguata formazione: si parla di circa 300.000 posti vacanti di quella che è da definire come ‘mentedopera’; c’è ancora molta strada da fare per avere un buon livello medio di competenze digitali, ed ora si fa fatica a trovare anche le “tute blu”, meccanici bravi e preparati. Scuola e lavoro sono mondi che non si incontrano.

Quanti giovani (con le loro famiglie) seguono l’evo­luzione del mercato del lavoro? Quanti ricercano una formazione professionale che abbini ed integri il loro ti­tolo di studio, che non è detto sia sempre un lasciapas­sare per il posto di lavoro? E poi, cosa si aspettano dal lavoro e che valore gli attribuiscono? Quanti sono consapevoli dei tratti distintivi della loro persona­lità e come amano metterli in gioco? Quanti seguono le loro attitudini nella ricerca del lavoro, consapevoli che bisogna coltivarne la crescita per il loro benessere nella vita personale e sociale?

La trasformazione digitale stia portando una seconda giovinezza al lavoro agricolo (agricoltura 4.0) e al lavoro artigianale ma­nifatturiero nel quale, ad esempio, le stampanti 3D aprono orizzonti prima impensabili, mentre l’impiego intelligente dei socialconsente di acquisire reputazio­ne e notorietà senza paura di confrontarsi con i grandi nomi, cosa che vale per il mobiliere e l’impiantista, il cuoco ed il pasticcere, lo studio di bellezza e di terapie riabilitative: non c’è limite a prendere per mano il pro­prio futuro. Il lavoro è un valore economico ma è anche un valore sociale ed è insostituibile per la dignità di ogni persona. La conseguenza è che la sostenibilità del lavoro è il nodo che deve guidare le riforme di questi prossimi anni.

Se avete incertezze e dubbi, se sperimentate difficoltà relative ai percorsi di formazione e ricerca del lavoro, qualsiasi esse siano, potete scrivere a questo indirizzo email: aclicernusco.lavoro@gmail.com L’invito è rivolto direttamente ai giovani, ma an­che ai loro genitori o nonni che possono girar loro l’invito e così aiutarli. Vi assicuriamo che i consulenti del nostro ‘Progetto Lavoro’ leggeranno e analizzeranno con molta attenzione i problemi che porrete: ciò ci aiu­terà a migliorare le proposte già fatte con la prima edizione del progetto FATTI TROVARE DAL LAVORO(febbraio / aprile 2020). In queste settimane si sta infatti lavorando per lanciare la seconda edizione. Tutti possono scrivere, giovani, genitori e nonni.