La Redazione del mensile cernuschese ‘Voce Amica’, per il numero di febbraio, ha chiesto al presidente di Fondazione Cernusco SMS un commento sul ‘Discorso alla città’ di monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, in occasione della festa di Sant’Ambrogio dello scorso dicembre

Leggendo il Discorso alla città di monsignor Delpini, come Fondazione, abbiamo posto l’attenzione sul tempo che ci aspetta, a partire da quanto ha messo in evidenza l’emergenza Covid-19. La pandemia ci ha fatto scoprire fragili davanti a un virus minuscolo, ma capace di mettere in ginocchio il mondo intero. La crisi sanitaria ha generato un circuito vizioso in cui ai problemi di salute si sono aggiunti il blocco dell’economia e un aggravamento della crisi occupazionale. Un periodo difficile come questo che stiamo vivendo ci insegna che tutto è connesso e interdipendente. Occorre quindi superare la logica dei compartimenti stagni e iniziare a percorrere cammini innovativi. Incoraggiare chi investe sul lavoro dignitoso, sostenere un modello di welfare generativo e favorire una vera e propria rivoluzione della cultura della cura: questi sono alcuni esempi di nuovi percorsi, a cui anche la nostra Fondazione sta pensando.

Alla promozione della cultura della cura invita anche Papa Francesco: “Incoraggio tutti a diventare profeti e testimoni della cultura della cura per contrastare assieme la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro che oggi sembra prevalere”.  Cura della salute, del lavoro, della casa comune e delle relazioni. La cura chiede un atteggiamento contrario a quello, ben più di moda, del proprio interesse. La cura è l’opposto della noncuranza.

Il senso di appartenenza alla città, da coltivare per vincere la diffusa noncuranza,  “è alimentato – scrive monsignor Delpini nel suo Discorso alla città – dalla condivisione di quello che tiene uniti e si rivela capace di ospitare le differenza, le singolarità, i punti di vista e le sensibilità.” Per il nostro Arcivescovo, “la condivisione definisce la terra su cui appoggiare i piedi e tracciare il cammino verso il futuro”

“Questo è tempo di costruzione paziente, non di opere compiute. Non ci sono opere perfette, piuttosto tentativi” – è la riflessione ancora di monsignor Delpini – in una società complessa come la nostra che “rischia di essere vittima della sua complessità. Come in una specie di babilonia confusa, tutti possono parlare e tutti possono essere ignorati. Ci si difende dallo smarrimento con l’indifferenza. Siamo invece chiamati e siamo capaci di affrontare l’emergenza spirituale con un fiducioso farsi avanti.”

Nell’attuale contesto sociale, siamo convinti che il sostegno materiale sia assolutamente necessario per le persone più fragili, ma da solo non basta, perché serve sopratutto condivisione ed ascolto delle esigenze di cui ciascuna di loro è portatrice. È importante quindi promuovere reti di prossimità per accompagnarle, per farsi carico delle necessità del prossimo della porta accanto.

Le lunghe file di persone in attesa di entrare alle mense dei poveri di Milano, nelle scorse settimane, hanno fatto riflettere molti ‘distratti’. I vecchi spettri della fame stanno tornando di attualità. Ognuno è chiamato a fare la sua parte, stando al proprio posto, come ci ha esortato monsignor Delpini. La nostra Fondazione intende farlo promuovendo alcune iniziative  per sostenere le associazioni di volontariato, per aiutare i giovani a trovare un posto di lavoro, per favorire l’apertura di una Bottega solidale nella nostra città, per l’inclusione dei ragazzi attraverso la pratica sportiva. Stiamo poi approfondendo due progetti più articolati: una struttura da destinare all’accoglienza di persone e famiglie in emergenza abitativa e un’altra per l’abitare condiviso di famiglie e persone con disabilità.

Intensificare l’impegno educativo e culturale: è un’altra evidenza posta dalla pandemia in corso. Per il nostro Arcivescovo, “gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati ai percorsi lunghi della formazione, della riflessione, del dialogo costruttivo, della tessitura di alleanze convincenti”. Facendo nostra questa sollecitazione, intendiamo continuare a proporre significative occasioni di riflessione e approfondimento su argomenti di attualità – come già fatto con i professori Luigino Bruni e Mauro Magatti, con il dottor Carlo Cottarelli, con Riccardo Bonacina e Marco Dotti, e con lo stesso monsignor Delpini – e sostenere alcune strutture culturali cittadine. La Fondazione Cernusco SMS è quindi pronta a dire, come esorta monsignor Delpini, il suo “Eccoci! Tocca a noi!”