“Quattro persone su dieci precipitate nella povertà durante la pandemia non si sono ancora risollevate”. Lo rivela l’ultimo Rapporto sulla povertà realizzato dall’Osservatorio della Caritas Ambrosiana su un campione di utenti dei centri di ascolto e dei servizi presenti nel territorio della diocesi di Milano.

Secondo la nuova edizione dell’indagine – come riferisce l’Agenzia Sir – , presentata lo scorso 27 ottobre, “il 41% che aveva chiesto aiuto alla Caritas per la prima volta nel 2020, ad un anno di distanza, non è uscita dallo stato di bisogno. Un dato più alto che nel resto del Paese dove coloro che erano entrati per la prima volta nel sistema di assistenza lo scorso anno e non ne sono ancora usciti sono 29,7%. In particolare, tra i ‘nuovi poveri’ rimasti schiacciati sotto le macerie sociali lasciate dal Covid un terzo sono donne sole con figli minorenni a carico”.

Da un’analisi delle storie delle persone aiutate “emerge che non sono riusciti ad agganciare la ripresa i lavoratori dei settori che più sono stati colpiti dalla crisi: ristorazione e alberghiero. Camerieri, lavapiatti, addetti alle pulizie, con la fine del lockdown, hanno ripreso a lavorare ma ad orari ridotti e con una conseguente diminuzione di salario tale da non garantire più livelli di reddito sufficienti”. Inoltre “continuano a rimanere in uno stato di grave bisogno non solo i lavoratori saltuari e irregolari, che galleggiavano aggrappandosi alle opportunità offerte dal variegato mondo dell’economia informale, ma anche lavoratori con contratti regolari che sono stati sospesi dal lavoro e ricevono una cassa integrazione troppo bassa per sostenere i costi della vita. Infine – spiega la Caritas milanese – non riescono a risalire la china coloro che hanno contratto un mutuo per l’acquisto della casa in tempi migliori e ora non riescono più a farvi fronte e chi si è indebitato anche per somme di modesta entità. In questo quadro gli aiuti pubblici non sono stati una rete di protezione adeguata.

Nuovi poveri e Reddito di Cittadinanza

Secondo il monitoraggio condotto nella diocesi di Milano nel 2019 e nel 2020 quasi la metà dei poveri aiutati da Caritas Ambrosiana (il 48,7%) non ha beneficiato del Reddito di cittadinanza. Mentre oltre la metà (54%) di tutti coloro che lo hanno ricevuto sostiene che è comunque troppo basso rispetto al costo della vita. Come messo in luce anche dal monitoraggio di Caritas Italiana, l’indagine diocesana mostra che la misura di contrasto alla povertà sfavorisce gli stranieri e le famiglie più numerose. Tra gli immigrati la percentuale di chi ne è rimasto escluso sale al 70,9%, un dato molto più alto delle media nazionale (54.9%). Tra le coppie con figli addirittura il 75,8% non ha ricevuto il sussidio.

“Il rapporto mostra che le ferite sociali inferte dal Covid non si rimarginano tanto in fretta. Colpisce in particolare la percentuale di chi torna a chiedere aiuto nelle parrocchie. Una quota più alta rispetto alla media nazionale, segno di come la locomotiva d’Italia si è rimessa in moto, ma il treno sta lasciando a terra proprio i più deboli”: è stato il commento di Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.

 

L’impegno di Fondazione Cernusco SMS

La nostra Fondazione collabora con la Caritas cittadina di Cernusco sul Naviglio sostenendo la ‘Bottega della solidarietà’. I dati dei primi due mesi di apertura, giugno e luglio 2021, dicono che sono state distribuite 108 tessere (per aiutare 240 persone) per accedere al negozio; negli stessi mesi i ‘punti’ a disposizione dei singoli utenti (equivalenti ad una determinata quantità di prodotti che possono acquistare) sono stati quasi interamente utilizzati. La ‘Bottega’si sta dimostrando un sostegno significativo per le persone in difficoltà, rilevando così tutta la sua importanza.