«L’emergenza Covid lascia il segno e non solo tra gli adulti. Tra chi sta pagando maggiormente lo scotto di questa pandemia oggi ci sono i bambini, i preadolescenti, gli adolescenti»: è il grido d’allarme lanciato dalla Fondazione Centro per la Famiglia Cardinal Carlo Maria Martini, attiva con i suoi cinque consultori nell’area Est Milano e del Sud Brianza, di cui uno anche a Cernusco sul Naviglio, in Piazza Matteotti.

I minori presi in carico dalla Fondazione Centro per la Famiglia nel primo semestre del 2021 sono stati 394, di cui 157 di età compresa tra 0 e 12 anni e 237 tra 13 e 17 anni. «Se i numeri sono significativi, ancora di più lo è la tipologia di bisogno che portano. Fenomeni di disagio – dicono dalla citata Fondazione – che in epoca pre-Covid potevano essere riconducibili a condizioni legati alla crescita nella transizione dall’infanzia all’adolescenza e da quest’ultima all’età adulta, oggi esplodono e si manifestano nella loro più devastante forma anche a causa del confinamento generato dal Covid che ha esasperato situazioni di già fragilità emotiva: isolamento in Didattica A Distanza, mancanza di relazioni tra pari, presenza di situazioni conflittuali all’interno del nucleo familiare, non hanno fatto altro che accentuare la sofferenza emotiva. È così che oggi gli operatori dei nostri Consultori sono in prima linea per gestire le richieste di aiuto: alcuni ragazzi vivono in condizioni di stati di panico, ansia, angoscia. Altri scelgono di estraniarsi e respingere la vita, isolandosi; altri ancora tentato di farsi del male con atti di autolesionismo.»

In tempi normali la maggior parte delle richieste di sostegno psicosociale, spiegano gli operatori della Fondazione Centro per la Famiglia, «ci pervengono dagli enti con cui collaboriamo abitualmente quali scuole, neuropsichiatrie infantili, servizi sociali, consultori pubblici, medici di base o pediatri, oggi le richieste di aiuto arrivano in maniera crescente anche da parte dei genitori o dei ragazzi stessi. Questi sono segnali allarmanti di un bisogno reale a cui vogliamo dare una risposta.». Si è alzato anche il rapporto tra maschi e femmine che si rivolgono ai loro consultori: «un elemento di assoluto interesse perché spiega come il bisogno di essere aiutati vada al di là, oggi, della tradizionale propensione della donna a rivolgersi a strutture socio-sanitarie come la nostra e la più connaturata resistenza dell’uomo a chiedere sostegno.»

«Da gennaio 2021 è stato attivato un servizio di accesso preferenziale e prioritario per minori. Psicologi, psicoterapeuti specializzati in minori, pedagogisti, assistenti sociali, ostetriche, ginecologhe, segretarie: un pool di professionisti che in squadra lavorano per accogliere la richiesta in tempi rapidissimi. Una forte scelta di campo – evidenzia Gabriele Pirola, Direttore Generale della Fondazione Centro per la Famiglia: “Questi bambini, questi ragazzi non possiamo lasciarli soli. Loro hanno bisogno di aiuto e per farlo siamo convinti che la strada sia quella di garantire loro un accesso preferenziale e in tempi rapidi. Per la qualità dei servizi che offriamo di carattere psicologico o sanitario, abbiamo liste d’attesa rilevanti, sebbene si faccia l’impossibile per contenerle e per rispondere ai bisogni della popolazione in tempi congrui. Ma ai minori, in questa pandemia Covid, è stato chiesto di pagare un prezzo troppo alto, che va ben oltre la loro capacità di resistere e di superare le difficoltà emotive. Vogliamo dare loro il nostro aiuto, garantendo il supporto di equipe multidisciplinari preparate e pronti ad accoglierli. Per farlo abbiamo attivato un servizio di accesso preferenziale e con esso avviato una campagna di comunicazione e raccolta fondi attraverso la quale raccogliere le risorse necessarie per garantire il servizio e prendere in carico il maggior numero possibile di bambini e adolescenti.»

Fondazione Cernusco SMS ha raccolto l’invito lanciato dalla Fondazione Centro per la Famiglia e avviato in queste settimane un confronto per individuare i possibili ambiti di collaborazione, per altro già positivamente sperimentata in occasione del Progetto “Facciamo squadra”.